Si dimettono le ministre Bellanova e Bonetti, Italia Viva apre la crisi: “No a democrazia come reality show”

Si dimettono le ministre Bellanova e Bonetti, Italia Viva apre la crisi: “No a democrazia come reality show”

ROMA – Italia Viva ritira le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto dal Governo e la crisi, già annunciata, si è ufficialmente aperta nonostante l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a uscire dall’incertezza in tempi rapidi e nonostante lo stesso premier Giuseppe Conte avesse parlato poco prima di un “patto di legislatura”.

“La nostra responsabilità è quella di dare risposte al Paese, la crisi politica è aperta da mesi”, ha spiegato il leader di Italia Viva Matteo Renzi in conferenza stampa. “Pensare di risolvere i problemi con un post o una storia su instagram è populismo”. “La democrazia richiede il rispetto delle regole, delle liturgie” e occorre farlo, ha specificato, “proprio perché c’è la pandemia, perché se durante la crisi non rispetti le regole allora la democrazia non serve più a niente”. “La democrazia non è un reality show dove si fanno le veline, ma se ci sono dei problemi si affrontano ai tavoli della politica, in Parlamento, nelle sedi della istituzioni. Questo prevede la nostra Costituzione, Che non è una storia su instagram”, ha poi proseguito.

I tre punti cardine, secondo Renzi, sono il metodo, il merito e il Recovery Plan. In particolare, l’ex premier ha criticato “l’utilizzo ridondante delle dirette a reti unificante”, sostenendo l’esistenza di un “vulnus alle regole del gioco“. “Chiediamo – ha detto – di rispettare le forme democratiche. Non accettiamo la trasformazione della democrazia in un grande reality show“. Poi, ancora, sul merito, “l’emergenza non può essere l’unico elemento che tiene in vita il Governo”. Un’altra stoccata con riguardo al Mes, ovvero “più soldi per la sanità, non prenderli per motivi ideologici è da irresponsabili”.

Dopo circa 40 minuti dall’inizio della conferenza stampa, ha preso la parola la salentina Teresa Bellanova, cui Renzi si è riferito come “donna che viene da un’esperienza strepitosa, prima come lavoratrice, poi come sindacalista, quindi come parlamentare, poi come straordinaria responsabile del lavoro Noristeriale sulle crisi occupazionali, quindi ministro dell’Agricoltura. Una donna che sa cosa è la democrazia e sa cosa significhi combattere per essa”.

“Non c’è una sintesi su come governare da qui alla fine della legislatura. Un governo non si tiene in piedi pensando se devi fare il dpcm per aprire il sabato o la domenica, se devi fare il coprifuoco o avere orari alternati nelle città. Quella è appunto l’emergenza. Ma durante l’emergenza, oltre a fare il decreto Ristori, ti devi porre il problema di come programmare la riapertura, di come devi intervenire per garantire il futuro. E allora, visto che si continua a parlare di crisi, diamo la possibilità a chi effettivamente vuole costruire di dare una chiusura a questa crisi e di dire come si interviene, quali investimenti e quali sono le priorità”, ha tra l’altro affermato Bellanova. Che ha evidenziato l’aumento delle disuguaglianze, così come pure i problemi strutturali come quello dei trasporti. “Per andare da Roma a Milano ci metti tre ore e mezza e da Roma a Lecce sei ore e mezza, pur essendoci la stessa distanza”.

La giornata è stata caratterizzata da febbrili incontri e trattative. Che proseguono anche in queste ore dopo il ritiro di Italia viva dal Governo.

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