[video] – Rifiuti dalla Campania tombati o bruciati nelle province di Lecce e Taranto: 13 arresti

[video] – Rifiuti dalla Campania tombati o bruciati nelle province di Lecce e Taranto: 13 arresti

LECCE – Rifiuti di tipo urbano e industriale, in gran quantità e anche di tipo pericoloso, principalmente provenienti dalla Campania, diretti in Puglia, nelle province di Lecce e Taranto, per essere smaltiti in maniera illecita o con sversamento sul suolo per poi essere tombati o abbandonati in capannoni in disuso per poi essere dati alle fiamme.

Misure cautelari e sequestri

Quello emerso dall’operazione “All black”, scattata nella mattinata odierna, è un quadro di estrema gravità per quanto riguarda le conseguenze ambientali, essendo state smaltite, e sempre in maniera illecita, oltre 600 tonnellate di rifiuti speciali, di cui almeno 142 tonnellate rientranti nella categoria “pericolosi”.

Complessivamente sono stati documentati e individuati 28 conferimenti illeciti ed eseguiti, in flagranza di reato, sei sequestri di rifiuti in procinto di essere sversati in capannoni e cave nelle province di Lecce e Taranto, oltre alla ricostruzione documentale di numerosissimi sversamenti effettuati tramite falsificazione dei Formulari di identificazione (Fir) e la clonazione di autorizzazioni amministrative.

Per quanto riguarda l’origine dei rifiuti, si trattava di plastiche, gomme, ingombranti, guaine catramate e fanghi, provenienti in massima parte da un’azienda autorizzata al trattamento ubicata a Sparanise, provincia di Caserta, che, grazie a questo sistema, riusciva ad abbattere i costi di gestione. L’indagine congiunta dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ha permesso di smantellare un pericoloso sodalizio criminoso, che agiva in totale spregio dell’ambiente – un bene comune – e del suo delicato equilibrio.

All’alba di oggi i militari hanno così dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare per 13 persone, di cui 10 in carcere e 3 ai domiciliari, al sequestro di due automezzi e al sequestro per equivalente di oltre 200 mila euro disposti dal gip del Tribunale di Lecce Alcide Maritati su richiesta del pm della locale DDA Milto De Nozza: 44 i soggetti complessivamente indagati per le attività illecite documentate dagli investigatori. A coordinare l’indagine la DDA di Lecce: in essa sono confluite due distinte attività eseguite dai carabinieri del Noe di Torino e Lecce e dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Taranto. Questi gli arrestati leccesi: Luca Grassi, 48enne leccese; Claudio Lodeserto, 66enne leccese; Palmiro Mazzotta, 74enne di Surbo. Per tutti e tre la destinazione è stata il carcere.

Le origini dell’operazione

Nel maggio 2018 i carabinieri del Noe hanno sequestrato un autotreno che aveva effettuato uno scarico illecito di rifiuti nella campagna di Lombardore, nel Torinese. Veniva individuato, così, un gruppo di faccendieri di Lecce e Taranto che offriva siti inesistenti per lo smaltimento di rifiuti per il tramite di una società di intermediazione torinese non iscritta all’apposito albo dei gestori di rifiuti. Si sarebbero dunque avviati dei contatti tra questi intermediari e alcune aziende attive nel trattamento dei rifiuti, ubicate nel Torinese e nel Bresciano, allo scopo di far confluire ingenti quantitativi di rifiuti in alcune località del Leccese e del Tarantino. Ma le difficoltà organizzative, derivanti anche dal dover organizzare lunghi viaggi in situazioni di illegalità, hanno portato alla rottura del gruppo pugliese con i broker piemontesi.

Il sodalizio pugliese a quel punto si rivolgeva a produttori di rifiuti nell’area del casertano e del reggino, ben più accessibili. Una nuova direttrice di traffici illeciti su cui l’attività dei carabinieri si sovrapponeva con una parallela investigazione della Guardia di Finanza. Le fiamme gialle di Taranto, infatti, stavano facendo luce su un traffico ingente di rifiuti perpetrato da un gruppo criminoso operante nell’area jonica. La collaborazione tra i due corpi è stata fondamentale e ha fatto ancora una volta emergere come quello del traffico e smaltimento illecito di rifiuti sia una delle attività più remunerative per la criminalità.

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