Discarica di Castellino, Natalizio: “In fase Aia il piano definitivo di chiusura e post gestione, richiesta alla Regione l’assunzione dei maggiori costi”

Discarica di Castellino, Natalizio: “In fase Aia il piano definitivo di chiusura e post gestione, richiesta alla Regione l’assunzione dei maggiori costi”

NARDÒ (Lecce) – L’annosa questione della discarica di Castellino è tra i temi elettorali che, puntualmente, emergono nel dibattito in vista delle elezioni amministrative a Nardò. E continua a suscitare polemiche e discussioni.
L’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, nel sottolineare che il nuovo progetto di chiusura definitiva, presentato a dicembre dalla Mediterranea Castelnuovo2, “è in fase di procedimento Aia”, spiega che l’amministrazione ha inoltrato richiesta alla Regione “perché sia l’ente a farsi carico dei maggiori costi necessari alla corretta chiusura dell’impianto”.


La ragione di tale istanza starebbe proprio nel fatto, spiega l’assessore Natalizio, “che fu proprio la Regione, nel 2007, a decretare la cessazione del conferimento, con l’allora presidente e commissario per l’emergenza rifiuti Nichi Vendola costretto, di fatto, ad emanare apposita ordinanza per ragioni legate alle intollerabili emissioni odorigene che si sprigionavano dalla struttura, ubicata a poche centinaia di metri dal centro abitato”.
Un atto dovuto proprio per i disagi alla popolazione, ma la discarica, di fatto, non ha centrato l’obiettivo previsto dal progetto, fermandosi a una quota di conferimento inferiore al previsto, causa della mancata formazione della classica forma a panettone che avvia la fine del percorso e l’inizio del ripristino, dal punto di vista ambientale, dei luoghi.
A quella data, con la cessazione dei conferimenti ma non delle vicende amministrative, sono seguiti diversi step e si è assistito a vari “scaricabarile”, così definiti dallo stesso Natalizio, sulla chiusura definitiva della struttura. La Mediterranea, nel frattempo, avrebbe intrapreso e proseguito nel tempo le operazioni di ritiro del percolato, la captazione dei biogas e i campionamenti del sito, parte di quel programma di post gestione che, per la legge, è spalmato su una tempistica trentennale.
“Di fatto è stato Emiliano a riprendere in mano e a dare un’accelerata all’iter – spiega l’assessore Natalizio – e a metà del 2020 si è conclusa la seconda fase dell’attività di caratterizzazione. Il sito non è da bonificare e questo risulta da analisi più che meticolose di Arpa dopo che negli anni vi erano stati alcuni, discontinui, sforamenti di alcuni elementi. La discarica ora è in sicurezza, le guaine sono in buono stato ma è chiaro che bisogna portare l’impianto alla chiusura definitiva prima che queste si usurino con il tempo. Infatti la Mediterranea ha presentato il nuovo progetto che è, appunto, in fase di procedura Aia”.
Dichiarazioni in base alle quali non mancherebbe poi molto a mettere un punto finale. La discarica è sempre stata occasione di polemica politica. Ma, in base a quanto suggerito da Natalizio, il sito, almeno al momento non risulterebbe da bonificare. E prova ne sarebbe, tra l’altro, il parere Arpa acquisito al Protocollo del Comune di Nardò nel maggio 2020 sull’analisi di rischio ambientale e sanitario. “Allo stato attuale, si prende atto – si legge nel documento – che l’attività di caratterizzazione e la modellizzazione prodotta nella presente Analisi di Rischio, non evidenziano una situazione di criticità ambientale a carico delle matrici indagate”. Si evidenzia, altresì, la necessità di procedere “in tempi congrui”, come si sottolinea, “alla realizzazione del progetto di chiusura e messa in sicurezza della discarica, prevedendo il proseguimento del monitoraggio costante della falda, con le modalità, le frequenze e le tempistiche che verranno stabilite nel corso del parallelo procedimento di rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale per il periodo della post gestione”.

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