Dune “sotto assedio”, l’associazione Lido Degli Angeli denuncia la mancanza di salvaguardia del patrimonio naturalistico

Dune “sotto assedio”, l’associazione Lido Degli Angeli denuncia la mancanza di salvaguardia del patrimonio naturalistico

PORTO CESAREO (Lecce) – Ferragosto rappresenta il culmine della stagione estiva, una specie di spartiacque: c’è chi dopo il 15 parte, c’è chi proprio il 16 arriva. E già si tracciano i primi, parziali bilanci. Legambiente di Porto Cesareo ha già stilato il suo, parlando di un turismo “delirante” che aggredisce il delicato ecosistema naturale cesarino esponendolo a gravi rischi.

E l’associazione Lido Degli Angeli, presieduta da Andrea Greco, evidenzia il problema delle “dune sotto assedio” in piena Riserva Naturale. Un problema che tende a ripetersi ogni anno. Puntualmente. “Nonostante i nostri tentativi di sensibilizzare le istituzioni e l’Ente incaricato della tutela della riserva dobbiamo, purtroppo, rilevare anche in questo 2021 l’assenza totale di un piano di tutela e salvaguardia dell’immenso patrimonio naturalistico, l’assenza pressoché totale di cartellonistica informativa, il cordone dunale e retro dunale completamente accessibile ai turisti, l’assenza totale di vigilanza”, la denuncia di Greco.

Lo spettacolo è desolante: “Dune violate ogni giorno, utilizzate come una naturale estensione della spiaggia per piazzare il proprio ombrellone il più in alto possibile, cespugli di centenari ginepri utilizzati per assicurare tende da sole, dune utilizzate come servizi igienici a cielo aperto, zone di preziosa macchia mediterranea adibita al parcheggio selvaggio di automezzi, abbandono di rifiuti, centinaia di metri quadrati occupati da venditori ambulanti, campeggio notturno”. E la sensibilizzazione da parte delle associazioni, la via della civica vigilanza, evidentemente non bastano se, come evidenzia Greco, le risposte sono sempre le stesse: “Dove è scritto? Chi lo dice? Non ci sono recinzioni? Lei è un poliziotto?”.

Le domande, pertanto, che l’Associazione Lido degli Angeli pone sono le seguenti: “Abbiamo le istituzioni dalla nostra parte nella tutela e salvaguardia delle preziose dune? Arriverà mai il momento di un piano di tutela e salvaguardia ambientale, che prenda innanzi tutto coscienza che la ricettività di un ecosistema così delicato non può essere infinita? Si potrà mai pensare di adottare un controllo sulla qualità e quantità degli accessi? Cosa impedisce di istituire parcheggi attrezzati a ridosso della SP340 consentendo l’accesso al mare solo tramite percorsi pedonali o bus elettrici?”. In sostanza, questa l’argomentazione addotta, si tratterebbe di chiedere al turista di fare qualche sacrificio, camminando a piedi per un po’, in cambio di un paesaggio di assoluta bellezza che va preservato. Non si può sperare che l’aggressione selvaggia a un ecosistema così delicato possa durare a lungo senza compromettere irrimediabilmente il futuro dell’ambiente. L’Associazione Lido degli Angeli auspica che si possa aprire un tavolo tra tutti i soggetti interessati per discutere del piano di salvaguardia e tutela.

“Abbiamo le nostre proposte – sottolinea Greco – prima tra tutte la correzione di quella scellerata opera di lottizzazione che ha permesso che le dune, di smisurato interesse collettivo, abbiano proprietari privati. Si corregga tale scempio riportando al demanio la proprietà di questi lotti, oppure si consenta ai privati proprietari di affidare alla cura ed alla gestione della nostra Associazione le splendide dune. Sapremo prendercene cura. Siamo certi che un progetto pilota che ne preveda la recinzione atta ad impedirne l’accesso incontrollato possa in pochi anni invertire il fenomeno di erosione dovuta alla eccessiva pressione antropica. Sarebbe un bene per tutti”.

Ove ciò non fosse, è la conclusione provocatoria del presidente del sodalizio, “l’Ente Riserva e l’Amministrazione Tarantino dichiarino, fuori da ogni ipocrisia, la volontà di non provvedere alla tutela del sistema dunale e retro dunale. Conserveremo una foto delle nostre splendide dune che furono ed il ricordo di chi non ha mai deciso di tutelarle. Ad ogni modo l’inerme attesa, quella no, non è più tollerabile”.

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